Bibbia e Catecumenato per rinnovare la Chiesa
Segnalo ai lettori del blog un articolo di padre Virginio Spicacci sj, pubblicato sulla rivista SETTIMANA (EDB) del 10 giugno 2012 (n. 23), dal titolo “BIBBIA E CATECUMENATO PER RINNOVARE LA CHIESA”. Il link per leggere l’intero articolo è il seguente: http://www.dehoniane.it/riviste/riv_articolo.php?CODICE=22847&CODE=SET&PAGE_ID=IND
Nel blog riporto solo un breve stralcio:
«Ciascuno dei due processi [biblicizzazione e catecumenalizzazione, ndr.] implica l’altro, dando luogo ad un’interazione funzionale, le cui tappe si possono storicamente configurare, in successione, secondo quest’ordine:
1. la convinzione che «la fede viene dall’ascolto e l’ascolto riguarda la parola di Cristo» muove ad invitare chiunque, credenti e non credenti, all’ascolto della Parola;
2. l’accoglienza di tale invito, articolato – in conformità alle esigenze delle varie categorie di persone interessate – in tutte le forme e le modalità possibili, dà luogo alla formazione di gruppi di ascolto;
3. si impianta così una pastorale dell’ascolto;
4. man mano che questa pastorale prende piede, le relazioni fra le persone che hanno accolto l’invito all’ascolto migliorano, crescendo nella confidenza e nella fraternità;14
5. di questo passo i gruppi di ascolto si trasformano lentamente in comunità;
6. di conseguenza, l’ascolto della Parola diviene il centro e il motore della vita dell’intera comunità;
7. lo sviluppo della pastorale dell’ascolto determina la biblicizzazione della pastorale, nelle sue tre dimensioni: formativa, liturgico-sacramentale, caritativa;
8. la familiarità crescente con la Parola conduce ad una presa di coscienza sempre maggiore della centralità, nella fede neotestamentaria, dell’esperienza pasquale di Gesù, cuore della buona notizia, il vangelo. Ne segue che
9. la fedeltà alla centralità della Parola guida coloro che praticano l’ascolto alla scoperta della centralità, nella fede cristiana, della morte e della risurrezione di Gesù;
10. l’ascolto, la contemplazione e l’adorazione di Gesù crocifisso e risorto, cuore della fede, conducono la comunità ad elaborare proposte di annuncio, il cosiddetto kérygma. Vuol dire che
11. la biblicizzazione della pastorale sfocia, prima o poi, in una pastorale dell’annuncio;15
12. l’avvio di una pastorale dell’annuncio introduce sia gli operatori pastorali, sia coloro che ad esso sono interessati, nella triplice presa di coscienza che:
a) l’assimilazione dell’annuncio è il risultato di un processo complesso, che comporta almeno tre tappe: la sua comprensione, la sua accoglienza, la sua interiorizzazione;
b) lo sviluppo di tale processo richiede tempo;
c) il tempo richiesto, perché tale processo giunga a compimento, varia da persona a persona;
13. il confronto con le problematiche di pedagogia spirituale, connesse con l’intensificazione del servizio dell’annuncio, chiede alla comunità di elaborare percorsi di ascolto e di condivisione della Parola e della vita, utili ad accompagnare quanti, sulla traccia dell’annuncio, si sono messi in cammino. Si organizzano allora dei percorsi, si prevedono degli scrutini: nascono così i progetti di catecumenato;
14. la nascita e lo sviluppo del catecumenato, articolato nei suoi vari modelli, conforme alle esigenze delle persone, conduce il processo di biblicizzazione della pastorale al suo compimento;
15. dallo sviluppo, certo graduale, delle fasi qui descritte dipende l’impianto e la maturazione, nella comunità ecclesiale, di una pastorale di evangelizzazione vera e propria. A conferma del principio metodologico secondo cui solo in una comunità ecclesiale che vive intensamente il primato della Parola si può sviluppare una vera pastorale di evangelizzazione.»
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