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DIMORARE IN DIO

La preghiera del cuore

27 Gennaio 2012 , Scritto da Citocromo Con tag #Magistero

Il senso della liturgia è particolarmente vivo tra i fratelli orientali. Per essi la liturgia è davvero il “cielo sulla terra” (Giovanni Paolo II, Orientale Lumen, 11). È la sintesi di tutta l’esperienza di fede. È un’esperienza coinvolgente, che tocca la persona umana nella sua totalità, spirituale e corporea. Tutto, nell’azione sacra, mira ad esprimere “la divina armonia e il modello dell’umanità trasfigurata”: le forme del tempio, i suoni, i colori, le luci, i profumi. Lo stesso tempo prolungato delle celebrazioni e le ripetute invocazioni esprimono il progressivo immedesimarsi della persona nel mistero celebrato (cf. Ivi).

È al servizio del mistero anche la speciale cura che gli Orientali dedicano alla bellezza delle forme. Secondo la Cronaca di Kiev, san Vladimiro si sarebbe convertito alla fede cristiana anche per la bellezza del culto praticato nelle Chiese di Costantinopoli. Un autore orientale ha scritto che la liturgia è “la porta regale attraverso la quale si deve passare”, se si vuol cogliere lo spirito dell’Oriente cristiano (cf. P. Evdokimov, La preghiera della Chiesa orientale).

2. Ma la preghiera in Oriente, come in Occidente, conosce, oltre a quella liturgica, tante altre espressioni. Con una speciale predilezione gli autori spirituali suggeriscono la preghiera del cuore, che consiste nel saper ascoltare, in un silenzio profondo e accogliente, la voce dello Spirito.

Particolarmente stimata è la cosiddetta preghiera di Gesù, divulgata anche in Occidente attraverso il testo noto come “I racconti di un pellegrino russo”. Si tratta dell’invocazione “Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore”. Ripetuta frequentemente, con queste o simili parole, questa densa invocazione diventa come il respiro dell’anima. L’uomo è aiutato così a sentire la presenza del Salvatore in tutto ciò che incontra, e si sperimenta amato da Dio nonostante le proprie debolezze. Pur recitata nell’intimo, essa ha una misteriosa irradiazione comunitaria. La “piccola preghiera”, dicevano i Padri, è un grande tesoro, e unisce tutti gli oranti davanti al volto di Cristo.

3. Lasciamoci guidare dai Santi, venerati con uguale amore in Oriente e in Occidente, a riscoprire il valore della preghiera. Sia soprattutto la Vergine Maria la nostra maestra. Il suo “Magnificat” ci apre uno spiraglio sulla singolare liturgia che ella celebrò, adorando il Verbo fatto carne nel suo grembo. Ella ci guidi alle profondità della preghiera cristiana, perché la nostra vita divenga una perenne liturgia di lode.

(da Giovanni Paolo II, Angelus, 3-11-1996, © Copyright 1996 - Libreria Editrice Vaticana)

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