A chi non manca la fede?
«“Il messaggio certo lo odo, solo mi manca la fede!” Ma a chi non manca la fede? Chi allora può credere? Sicuramente non colui che affermasse di ‘avere’ la fede, dunque di non esserne privo, di essere ‘capace’ di credere – “con la propria ragione e con le proprie forze”!
Ognuno, chiamato e illuminato dallo Spirito Santo, e dunque senza saperselo spiegare, in preda al più grande stupore nei confronti si sé medesimo, egli crederà solo in presenza dell’incredulità che sempre accompagna anche lui e in lui riacquista forze. Potrà dire “Io credo” solo nella e con la preghiera: “Signore, vieni in soccorso della mia incredulità!” Pertanto non riterrà di avere la fede, ma solo spererà di riceverla di nuovo ogni mattina – come gli Israeliti la manna nel deserto – e, nella misura in cui di nuovo la riceve, di metterla seriamente in opera di nuovo ogni mattina. Allora la domanda se la fede, se l’evento della fede appartenga all’ambito delle possibilità di qualcuno, è una domanda poco sensata. Non è in potere di alcuno che la fede si faccia evento. La domanda seria è un’altra: se uno, rinviato all’opera che Dio compie e alla parola che Dio pronuncia anche nel suo ambito e alla forza dello Spirito Santo che è viva anche nel suo ambito, possa ancora permettersi di insistere col suo noioso “Mi manca la fede”.»
(da K. Barth, Introduzione alla teologia evangelica, Milano 1990, 146-147)
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