Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità
DIMORARE IN DIO

Vivere l'attimo presente in Dio

4 Febbraio 2012 , Scritto da Citocromo Con tag #Riflessioni teologiche

Io sto dunque nella relazione con il Padre che per amore mi dona suo Figlio ed il suo Spirito: «Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con lui?» (Rm 8,32). E per questo Paolo dice ancora: «io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,38-39). Il Padre mi ha dato tutto, ha preso in sé tutto ciò che è mio, in Gesù. Posso così mettere tutto nelle mani del Padre in maniera sempre nuova e lo riceverò dalle mani del Padre completamente trasformato, intimamente diverso. Normalmente si dice: «Aiutati che Dio ti aiuta»; ma per i cristiani vale di più: «lasciati aiutare da Dio, perché anche tu possa aiutare te stesso». Proprio quando la affido a Lui e so che in ogni caso è cosa Sua, posso anch’io fare la mia parte. Diversamente, Dio rimane un tappabuchi che fa anche quello che non posso fare; ma Dio è tutto in ogni cosa (cf. 1 Cor 15,28). La nostra maturità di uomini si fonde con la «maturità» del bambino evangelico, che lascia tutto al Padre. Così nei confronti della realtà che noi viviamo, l’invocazione «Abbà, Padre!» (Mc 14,36) diventa l’intimo moto fondamentale del nostro cuore.
Cosa ne consegue per il mio tempo? Fondamentalmente ho sempre tempo; ma ho questo tempo solo nello spazio di quest’attimo. Vive l’attimo presente colui che costantemente abbandona nel Padre tutto ciò che accade. Egli si pone interamente in quest’attimo: ora ci sei soltanto tu, l’altro viene dopo. Ora non mi assilla la preoccupazione di quello che è stato o di quello che sarà, poiché c’è Uno che li ha presi su di sé. Il mio tempo non è più sottoposto al peso di dover far fronte contemporaneamente, in un solo attimo, a passato, presente e futuro, ma ho ceduto tutto ciò che è stato e tutto ciò che verrà e sto solo «nell’attimo presente». Questa non è la banale arte di vivere di un ingenuo, ma significa vivere nel momento presente la radicalità e la serietà della confidenza, dell’impegno e del dono – ma non perché e in quanto sono capace di farlo, ma in quanto ciò è richiesto e donato da Lui in maniera sempre nuova e mai scontata. Anche l’incapacità di abbandonarsi e di donarsi può diventare e diventa preghiera a Lui. […] Questo è il ribaltamento della nostra vita incentrata sull’io nel rapporto trinitario. Come il Figlio attende l’ora e vive solo nell’attimo presente dicendo: l’ora non è ancora giunta! ed: ecco, è giunta l’ora (cf. Gv 2,4; 17,1), così anch’io imparo a vivere con il Padre. Questo è il primo modo fondamentale per avvicinarci all’unità della nostra vita. L’unità della nostra vita «si attua» nell’attimo presente.
Questa vita trinitaria ha una seconda dimensione, che per me significa: essere la Parola, vivere la Parola. […] Cercare la mia unità interiore significa cercare la Sua Parola, nella quale Egli mi dice se stesso e me stesso. Chi invece cerca soltanto in sé la propria identità personale per sfuggire all’alienazione del sé e alla lacerazione, si chiude sempre più profondamente in se stesso e corre il rischio di «dividere in particelle» la sua vita, in frammenti sempre più piccoli. Se invece è pronto a fare attenzione a quella Parola nella quale è stato detto e donato a sé, allora egli ha la sua identità nell’ascolto e nella risposta.

(da Klaus Hemmerle, Partire dall’unità. LA TRINITA' COME STILE DI VITA E FORMA DEL PENSIERO, Città Nuova Editrice, 1998, pp. 56-58)

Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post