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DIMORARE IN DIO

Per vivere al livello del cuore

18 Settembre 2014 , Scritto da DimorareinDio Con tag #Nuova evangelizzazione

Riporto l'ultima parte della relazione di Jean Vanier per l’incontro internazionale «Il progetto pastorale di Evangelii gaudium. La gioia di annunciare il Vangelo», organizzato dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, e pubblicata dall'Osservatore Romano.

«Le nostre comunità sonopresenti in Paesi a maggioranza cattolica o protestante, indù o musulmana. Operiamo insieme affinché tutti i figli di Dio siano riuniti, perché cerchiamo di far fronte alla sofferenza umana. La sofferenza e la morte sono il destino di ogni essere umano. La bellezza e il valore di ogni persona consistono nel crescere nella bontà e nella compassione. «Non guardate a quanti hanno di più, per invidiarli, guardate a quanti sono più deboli per amarli e confortarli». Non è questo il senso profondo dell’essere umano?
 Permettetemi di farvi un esempio per mostrarvi come l’incontro è la base essenziale di ogni evangelizzazione. Riguarda una responsabile di una delle nostre comunità in Australia che, prima d’impegnarsi nell’«Arca», ha operato tra persone coinvolte nel mondo della prostituzione. Un giorno, mentre cammi- nava nel parco di Sydney, ha visto un giovane che stava morendo per un’overdose di droga. Era un giovane che aveva già assistito. Le sue ultime parole sono state: «Lei ha sempre voluto cam biarmi, non ha mai voluto incontrarmi». Incontro vuol dire trovare il tempo per ascoltare e capire. Quella responsabile mi ha detto che in effetti non aveva saputo ascoltarlo. Se qualcuno entra nel mondo della prostituzione è perché ha sofferto. Quel giovane ha probabilmente vissuto cose orribili nell’infanzia e nell’adolescenza. Prima di essere cambiato, ha bisogno di essere ascoltato, che qualcuno ascolti cosa ha vissuto. E forse chi va in suo aiuto potrebbe iniziare a piangere, piangere con lui sulla sofferenza che ha vissuto. Ma per incontrarlo occorre del tempo: il tempo di creare un legame di fiducia perché si può parlare solo a qualcuno di cui si ha fiducia. Per stabilire un legame di fiducia con quei giovani coinvolti nel giro della prostituzione non occorre forse essere in comunità? Da soli non si può nulla.
 Madre Teresa dice che all’inizio di fronte alle persone sofferenti si può provare repulsione, soprattutto quando ci si sente impotenti, ma che poi può nascere la compassione. Si piange insieme. E se c’è l’incontro , un momento di gioia, chi soffre rivela se stesso e la sua bellezza profonda, e allora ci si meraviglia di scoprire il figlio di Dio in lui».
 
(©L'Osservatore Romano 19 settembre 2014)
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