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DIMORARE IN DIO

Misericordia e giustizia

22 Febbraio 2015 , Scritto da DimorareinDio Con tag #Riflessioni teologiche

Secondo una diffusa opinione, il Dio dell’Antico Testamento sarebbe un Dio irascibile e vendicativo, mentre quello del Nuovo Testamento un Dio buono e misericordioso. In effetti ci sono testi dell’AT che possono dare adito a tale opinione. Essi parlano della cacciata e dell’uccisione della popolazione pagana di intere città e popoli su comando di Dio; possiamo pensare anche ai salmi di “maledizione”. Ciononostante, questa visione non corrisponde al processo di progressiva trasformazione critica dell’idea di Dio all’interno dello stesso AT e del suo sviluppo intrinseco fino al NT. In fondo è lo stesso Dio quello a cui i due Testamenti rendono testimonianza.
Dovremo ancora domandarci quali rapporti intercorrono fra la misericordia e la giustizia e mostrare come, per l’AT, esse non coesistano semplicemente o confliggano fra di loro, e come la misericordia di Dio serva piuttosto alla sua giustizia e la realizzi, anzi come la misericordia sia la giustizia specifica di Dio.
Ciò risulta già da alcune osservazioni riguardo il linguaggio biblico. È significativo che, per parlare di compassione e misericordia, l’AT adoperi il termine rahamim. Tale termine deriva da rehem, cioè grembo materno; con esso possono essere indicate anche le viscere di un essere umano, che tanto nell’AT che nel NT sono considerate la sede dei sentimenti; è la misericordia che scaturisce dal cuore.
Termine importante per comprendere la misericordia è anche hesed, che significa favore immeritato, amicizia, indulgenza e poi anche grazia e misericordia di Dio. Esso si spinge perciò al di là della semplice commozione e della tristezza per la miseria dell’uomo e indica un libero e gratuito interessamento di Dio per l’uomo. Si tratta di un termine relazionale, che non indica solo una singola azione, ma un atteggiamento costante. Applicato a Dio, esso indica un dono che va al di là di qualsiasi reciproco rapporto di fedeltà, dono inatteso e immeritato della grazia di Dio, dono che supera tutte le attese e tutte le categorie umane. Il fatto che il Dio onnipotente e santo si occupi della misera situazione in cui l’uomo si è colpevolmente cacciato, che veda la miseria di un uomo povero e miserabile, che presti orecchio al suo lamento, che si chini e si abbassi, che scenda fino all’uomo immerso nella sua miseria e si prenda incessantemente cura di lui nonostante qualsiasi infedeltà umana, che lo perdoni anche se meriterebbe una giusta punizione e gli conceda una nuova possibilità, tutto questo supera il pensiero e la capacità umana di comprendere.
 
(da W. Kasper, Misericordia. Concetto fondamentale del vangelo - Chiave della vita cristiana, Queriniana, gdt 361, Brescia 2013, pp. 69-72)
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F
Esserci e il nulla (2014)<br /> <br /> La Notte ha negli occhi di gatto<br /> Viali azzurri, arcate di stelle<br /> Tra i capelli di seta, ranuncoli<br /> D’argento lungo le lisce braccia<br /> Che trattengono un dolce sospiro.<br /> La quiete è come una musica<br /> Sacra che si apprende in grembo<br /> A città madre, varcarne le porte<br /> È fare di un denso colore un’arte.<br /> In questa corte immersa nel silenzio,<br /> Così cinta da palazzi di cui indovino<br /> I trascorsi nel mattone e nella pietra,<br /> Sosto. E mi chiedo che cosa ci sia<br /> Di veramente duraturo, cosa di noi<br /> Resterà oltre alla consapevolezza<br /> D’esser vissuti in mondo caotico,<br /> Di dissonanze. Non di noi, povera<br /> Semenza, si leggerà in libri di storia,<br /> Dacché si inventò la bella scrittura;<br /> Con amore la storia tradisce uomini,<br /> Cancella memoria; essere di buona<br /> Volontà conta poco ai grandi numeri<br /> Che si crogiolano su allori legiferando.<br /> Non mi interessa questo o quel dio<br /> Che nella religione ha dato una causa<br /> Anche per la sofferenza materiale,<br /> Non credo ad alcun paradiso perduto,<br /> Perduto semmai per decaduta nobiltà<br /> Di antichi privilegi. Siamo umani:<br /> Da sempre la morte è nel nostro sangue.<br /> Solo un grande nulla fascia l’universo;<br /> Tra varie pulsioni e altri accadimenti<br /> L’essere tanto importante conta poco.<br /> Per carità! Chi non è un po’ altruista,<br /> Ma dei sentimenti che non si hanno<br /> Non si possono avere e stop. Ventate<br /> Di violenza portano seco cattiveria<br /> E putredine. E allora? Tappiamocelo<br /> A cotanta sudorazione; tornati ai pochi<br /> Cari affetti, con quel senso di nausea<br /> Che penetra ogni osso, cerchiamo<br /> Di dormirci su, con un occhio chiuso<br /> E uno aperto. La cara libertà, solo<br /> Questo bene ci sia concesso dalla vita.<br /> Al diavolo tutte le filosofie di stupro<br /> E di strage, e chi è pronto a sacrificare<br /> I suoi figli in nome di una politica<br /> Schizofrenica. Armiamoci di pazienza,<br /> Sperando nei pochi giusti che verranno.
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