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DIMORARE IN DIO

Che cos'è dunque evangelizzazione?

24 Gennaio 2013 , Scritto da Dimorare in Dio Con tag #Nuova evangelizzazione

 «Essa designa un duplice aspetto: negativo e positivo. In negativo, evangelizzare è "salvare dal male": tirar fuori dal non senso, dalla frustrazione e dalla noia, dalla disperazione, dal disgusto della vita, dalla incapacità di amare, dalla paura del dolore e della morte. E' dare risposta alle invocazioni più profonde di ogni coscienza umana.

 In positivo, evangelizzare è comunicare il "Vangelo", la buona notizia su Gesù: la buona notizia che Dio ci ama davvero, tutti e ciascuno, e che Gesù è morto e risorto per la nostra salvezza per liberarci dal peccato e dal male; la buona notizia del Regno che viene in Gesù e che si realizza gradualmente nella nostra adesione a Lui, nel diventare con Lui un solo Corpo, la Chiesa, nell'entrare nella vita della Trinità. Evangelizzare non è soltanto comunicare verbalmente la buona notizia, ma comunicare vita, collaborare con lo Spirito del risorto che attrae ogni uomo per farlo una cosa sola in Gesù col Padre.

 Tutti coloro che sono divenuti uno con Gesù e fanno unità nel suo Corpo, la Chiesa, sentono quell'anelito missionario che ha fatto dire a Gesù dopo la sua risurrezione: "Predicate il vangelo ad ogni creatura" (Mc 16,15).

 L'evangelizzare suppone dunque che si sia assimilata nel cuore la realtà del vangelo, la sua ricchezza, la sua gioia, la pienezza di orizzonti che esso apre, il senso della vita che esso ci fa scoprire al di là di tutte le delusioni e le sofferenze e al di là della morte. Si tratta di cogliere come il Signore, che è la nostra ricchezza ora e per sempre, desidera essere la ricchezza e la salvezza di tutti, riempiendo ciascuno di quella pienezza di senso che a me è stata concessa.

 Chi pretende di "evangelizzare senza vangelo", cioè di fare opera di proselitismo attirando alla Chiesa ma senza comunicare quegli orizzonti luminosi di vita che il "vangelo" apre ad ogni persona umana, rischia di cadere sotto la condanna di Gesù: "guai a voi che percorrete la terra e il mare per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi" (Mt 23,15).

 Evangelizzare è dunque comunicare, irradiare qualcosa di quella "buona notizia" e di quell'esperienza del Regno che riempie la nostra vita. Di ciò noi abbiamo il mandato esplicito da Gesù, che vuole far partecipe ogni creatura di questi orizzonti di salvezza. Ne abbiamo un dovere di solidarietà per non lasciare privi altri di quelle prospettive di senso che rispondono agli interrogativi più profondi dell'uomo. Ne abbiamo un mandato sacro da tutti coloro che sono morti o hanno subito la tortura per la libertà di questo messaggio in favore di ogni persona umana. Non possiamo perciò sottrarci a questo mandato senza rinnegare quella qualità di vita che il vangelo del Regno ci fa gustare: "Guai a me se non evangelizzo!" (1 Cor 9,16).»

(da Card. C. M. Martini, Lettera pastorale Ripartire da Dio, pp. 51-52, ©2003, fonte: chiesadimilano.it)

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