Missioni nel deserto del mondo
«Il Dio vivente del Vangelo dovrebbe bruciarci insopportabilmente,
finché non avessimo gridato il suo nome a voce grande,
fra quegli uomini disperati senza saperlo.
Se si volteranno sentendoci parlare di Dio,
ciò sarebbe per loro il principio della Buona Notizia.
Poter percorrere tutte le strade, sedersi in tutti i métro,
salire su tutte le scalinate, portare il Signore dovunque:
ci sarà bene qua e là un’anima che avrà conservato la sua fragilità umana
di fronte alla grazia di Dio,
un’anima che avrà dimenticato di corazzarsi di oro o di cemento.
E poi pregare, pregare come si prega in mezzo agli altri deserti,
pregare per tutte queste persone, così vicine a noi, così vicine a Dio.
Deserto di folle, deserto dell’amore.
Quest’amore che ci abita,
quest’amore che risplende in noi, perché non ci modella?
Signore, Signore, questa scorza che mi copre
non sia uno sbarramento almeno per te. Passa, Signore.
I miei occhi, le mie mani, la mia bocca sono tuoi.
Questa donna così triste di fronte a me: ecco le mie labbra perché tu le sorrida.
Questo bambino quasi grigio, tanto è pallido: ecco i miei occhi perché tu lo guardi.
Quest’uomo così stanco, così stanco: ecco tutto il mio corpo perché tu gli dia il
mio posto, e la mia voce perché tu gli dica dolcissimamente: “Siediti!”.
Questo ragazzo così vuoto, così sciocco, così duro: prendi il mio cuore per amarlo con esso, più
fortemente di quanto non gli sia mai accaduto.
Missioni nel deserto, missioni senza fallimento, missioni sicure, missioni dove si semina Dio in mezzo al mondo, certi che in qualche parte germinerà, perché “dove non c’è amore mettete amore, e raccoglierete l’amore”».
(da Madeleine Delbrêl, Missionari senza battello; testo tratto da un libretto)
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