Overblog Tutti i blog Blog migliori Culti religiosi
Edit post Segui questo blog Administration + Create my blog
MENU
Pubblicità
DIMORARE IN DIO

Liberaci dal male, tentazione ragionevole

26 Febbraio 2014 , Scritto da DimorareinDio Con tag #Preghiera

di Bruno Maggioni
 
"Ma liberaci dal male" è l’ultima invocazione del Padre Nostro. Si chiede la liberazione da quale male? Il termine greco può essere tradotto in due modi: liberaci dal male, oppure liberaci dal maligno. È una indeterminazione intelligente, perché entrambi i significati sono veri. La formula del Padre Nostro non dice “liberaci da questo o quel male, da questa o quella cosa cattiva”, ma “dal male”, con l’articolo: dunque il male nel suo significato complessivo o, forse meglio, nella sua radice. Non è certo il caso di elencare qui le molte forme del male; sono tante e le conosciamo. Più utile è chiarire alcuni atteggiamenti che il
cristiano deve assumere di fronte al male. Il primo è l’umiltà di riconoscersi peccatori. La serenità poggia sulla certezza del perdono di Dio, non sull’illusione di essere senza peccato. È questione di verità e lealtà. L’uomo ha la tendenza a scusarsi: il male fa parte della natura, si sente dire; è inevitabile, necessario. Non colpa, ma limite. Il Vangelo non ragiona così. Il male è nostro. Non va combattuto fuori, nelle cose, negli altri, ma in noi stessi. Gesù, in proposito, è lapidario: «Tutte queste cose vengono fuori dal di dentro» (Mc 7,21-23). Accanto all’umiltà, serve un atteggiamento di vigilanza: il nostro cammino non può dirsi definitivamente confermato in una direzione. Deviare è sempre possibile. Qualsiasi uomo può sempre correre il pericolo di tornare indietro. È questione di prendere coscienza della propria debolezza: il male è forte, conserva sempre il suo fascino. Per questo si chiede a Dio “liberaci dal male”. Nessuno vince il male da solo. Occorre l’aiuto di Dio.
 
Interpretare, non disobbedire
Come si diceva, gli antichi preferivano però un’altra traduzione della conclusione del Padre Nostro, altrettanto corretta: “Ma liberaci dal Maligno”. Sulla presenza del Maligno, il tentatore, stiamo a quanto dice il Vangelo: Satana ha tentato anche Gesù. In che modo? Sono note le tentazioni nel deserto: Satana non cerca (almeno apparentemente) di distogliere Gesù dal suo compito messianico, ma gli suggerisce di svolgerlo servendosi di prestigio e potenza. Cerca di distoglierlo dall’obbedienza alla Parola di Dio, non direttamente dal suo compito messianico. Però Satana è furbo, non dice direttamente di disobbedire a Dio. Piuttosto, suggerisce di interpretare a modo nostro la volontà di Dio. A ben guardare, la tentazione è sottile. Per due volte Satana si rivolge a Gesù dicendogli: «Se sei Figlio di Dio...». Per Gesù essere Figlio si esprime nell’obbedienza e nella dedizione al Padre. Per Satana invece significa poter disporre della potenza divina a piacimento e per la propria gloria. La pericolosità della tentazione sta anche nel fatto che Satana non parla a nome proprio, non oppone la Parola di Dio alla propria saggezza, ma si sforza – ingannando – di partire dalle Scritture, che cita nel deserto. È sorprendente, ma è proprio così. Qui sta la pericolosità della tentazione, in questa furbizia del maligno. Quando Pietro (Mc 8,33) vorrà distogliere Gesù dalla via della Croce (ancora una volta non allontanandolo dal suo compito messianico, bensì indicandogli una via più facile per svolgerlo), riproporrà esattamente la tentazione di Satana nel deserto. Una tentazione che dunque – in realtà – non è che un “ragionare da uomini”. Ciò che viene da Satana e colpisce al cuore la verità di Gesù può apparire ragionevole, al punto che il discepolo se ne fa portavoce senza accorgersi, se non addirittura pensando di servire il Signore. Se così, è veramente importante pregare continuamente, chiedendo al Padre: «Liberaci dal Maligno».
 
(da Italia Caritas, Mensile della Caritas Italiana, Ottobre 2011, p. 7)
Pubblicità
Condividi post
Repost0
Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post