Adorare è...
«Adorare è sentirci avvolti dall’amabile pazienza di Dio, dallo Spirito Santo, come il fuoco avvolge il legno che deve bruciare.
Adorare è diventare un tutt’uno con Dio e in Dio, è diventare «come Dio» dal momento che Lui si è fatto uomo come me.
Gesù, adoro la tua straordinaria tenerezza, Tu che conosci le ferite del mio cuore, Tu che conosci le mie difficoltà ad accettarmi per quello che sono. Adorare è accogliere il tuo perdono, è capirti per capire, è riconoscere che io non posso più vivere senza di Te, che Tu esisti per essere il fondamento della mia esistenza; è riconoscere che io sono ferito e che i miei problemi sono dentro di me.
Adorare è accettare che io esisto perchè Tu mi hai creato. Adorare è sapere d’essere capito nonostante tutte le mie sciocchezze. Adorare è stabilire il mio rapporto di fiducia con Te.
Adorare è diventare strumenti di riconciliazione, liberandoci delle parole non dette o taciute. [...]
Adorare è fare un passo avanti nella capacità di saper perdonare.
Quando i miei occhi si fermano su questa Eucaristia, devo avvertire la stessa emozione che provò il padre nel «vedere da lontano il figlio» che ritornava a casa (cf Lc 15); devo provare la stessa emozione che provò la peccatrice, l’adultera del Vangelo; devo sentirmi amato al di là dei giudizi di condanna degli uomini e dei miei sensi di colpa.
Adorare è scoprire lo sguardo di Gesù che mi ha perdonato. É meraviglioso questo sguardo su di me.»
(da Mons. Luigi Oropallo, Davanti al Signore, Edizioni AdP, 2000, pp. 48-49)
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